Corsano, si colloca a 60 km a Sud del Capoluogo di Provincia e a 12 km dall'estremo lembo d'Italia, Santa Maria di Leuca.
Il paese è situato su di un'altura rocciosa a 125 m sul livello del mare.
Grazie all' operatività e tenacia degli abitanti, si è reso produttivo l'impervio terreno con coltivazioni di uva, olio e tabacco.
Gli abitanti di questo paese, vengono curiosamente chiamati "carcagni tosti" (calcagni induriti), perchè in passato erano costretti a spostarsi nei comuni vicini a piedi per cercare lavoro, e anche perché i corsanesi erano abituati a camminare a piedi nudi sugli ispidi scogli della costa durante le scorribande provocate per via del contrabbando del sale, una delle poche fonti di sostentamento per la povera comunità nei primi anni del Novecento.
Non sono certe le origini di questo paese, si pensa sia sorto dai resti dei casali distrutti dai Saraceni nei secoli IX e X, fece parte della Contea di Alessano nel Principato di Taranto.
Corsano è caratterizzato dalla costa adriatica, alta e rocciosa, con le sue macchie verdi, con i "tratturi", antichi e stretti passaggi che collegano la strada con le campagne dell'entroterra.
L' importante Castello Baronale Capace si trova in Piazza Umberto I e risale al XVII secolo. Presenta un giardino pensile, il cui corpo antico è in precarie condizioni. Si possono notare alcuni resti di affreschi in alcuni vani del piano nobile e di decorazioni di stucco e di pietra nella sala del trono.
Diversi sono gli edifici religiosi che si possono visitare tra cui la Chiesa di San Biagio, chiesa parrocchiale dedicata al Santo patrono 1967. La chiesa è stata costruita su due volumi: il primo, più basso, a forma di pentagono irregolare al cui centro si innesta il secondo, molto più alto e di forma esagonale. All'interno della struttura vi sono tre altari: l'altare centrale, sul quale vengono svolte le funzioni religiose, uno dedicato al protettore San Biagio e un altro al Santissimo Sacramento. Entrando nella chiesa si viene coinvolti da un senso di serenità e di pace dato dalle linee precise, i volumi reali, la materia povera o preziosa.
Un' altra chiesa è quella di Santa Sofia sostituisce quella del XVI secolo crollata per cedimento delle fondamenta. Ristrutturata negli anni successivi venne benedetta di nuovo il 28 giugno 1939 da ecc.mo vescovo, mons. Giuseppe Ruotolo. Da ammirare i dipinti presenti appartenuti alla vecchia chiesa e un pulpito scolpito in legno recante la data 1777.
Belle anche la Cappella della Congrega dell'Immacolata e la Cappella di San Bartolo.
Un piatto tipico di Corsano è le Zavirne fritte, una tipica verdura selvatica locale che viene fritta in una pastella d' acqua, uova e farina.
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