Il centro fu chiamato “De Finibus Terrae” dai romani proprio a sottolineare la sua posizione all’estremo sud del tacco.
Sorge tra Punta Ristola e Punta Meliso, una tradizione popolare vuole che qui si incontrino il mar ionico e l’adriatico. (Se volete "assistere" a questa unione che non sempre è visibile, dovete recarvi a Punta Palascia vicino ad Otranto!)
Questa cittadina marittima è dotata di un tratto di costa, in cui si alternano scogliere e piccole spiagge di sabbia, e da tante sontuose ville risalenti al periodo ottocentesco che volgono il loro sguardo verso il mare.
Giudicato un paradiso dagli appassionati di turismo subacqueo e famoso per le numerose grotte di grande interesse storico e naturalistico.
Si tratta di grotte ricche di reperti neolitici e di iscrizioni latine e greche, grotte carsiche a cui la fantasia dell’uomo ha assegnato nomi bizzarri e particolari.
Se vi appassiona la natura visitate le grotte di levante al mattino e quelle di ponente a pomeriggio, in questo modo potrete godere della varietà della rifrazioni sulle acque marine.
Procedendo da Punta Ristola, la prima grotta che incontrerete è la grotta del Diavolo, è facile da raggiungere via terra ed è affascinante se raggiunta dal mare. I nostri avi udivano cupi rumori provenire dalle profondità della grotta, rumori che la fantasia popolare attribuì ai diavoletti.
A circa 150 mt troverete grotta Porcinara la cui caratteristica è la presenza dell’ Eschera, una struttura in cortina muraria.
Proseguite la marina di Felloniche troverete la Grotta del Presepe, in cui l’erosione della roccia ha riprodotto lo scenario biblico della natività.
La Grotta delle tre Porte è costituita da tre grandi aperture che aprono la visuale in un’immensa cavità. Sulla parete nord c’è un cunicolo che sfocia in una grande camera in cui potrete ammirare diverse stalattiti e stalagmiti. la Grotta del Bambino è annessa alla Grotta delle Tre Porte, è una stanza in cui è stato ritrovato un molare superiore sinistro di un bambino di 10 anni risalente all’età neandertaliana.
La Grotta del Presepe, delle Tre Porte e del Fiume, sono le più visitate e conosciute dai turisti in vacanza.
Nella grotta dei Giganti si pensava vi fossero sepolti i cadaveri di alcuni giganti uccisi da Ercole. Al suo interno sono stati ritrovati ossa e denti di pachidermi.
La grotta della stalla veniva utilizzata dai pescatori di un tempo, per ripararsi dalle burrasche.
La grotta del drago deve la sua denominazione, alla presenza di una testa di drago visibile sulla parete sinistra entrando dal mare.
L’itinerario a levante vi farà scoprire le Grotte Cazzafri, caratteristiche per la schiuma densa che le onde originano infrangendosi sulle pareti della grotta.
La grotta del Morigio è chiamata così perché i Mori vi si fermarono prima di attaccare e distruggere Leuca. E’ anche conosciuta come grotta degli innamorati perché è spesso frequentata da coppie che, nuotando, vi accedono dalla porta marina.
Sul versante di levante non dimenticate di visitare il Ponte del Ciolo, un’insenatura scavalcata da un ponte moderno.
L’ entroterra è ricco di storia e cultura.
Il Santuario Di Santa Maria di Leuca è dedicato alla Madonna de finibus terrae è uno dei luoghi simbolo di tutto il Salento. L’edificio si caratterizza per un intreccio di storia e una sentita devozione.
È una delle prime Chiese cristiane edificate, ed è stata sede vescovile. Sullo stesso luogo, in antichità, si ergeva un sito messapico dedicato alla dea Minerva come ricorda una iscrizione posta sopra una acquasantiera interna al tempio.
Il santuario è stato distrutto più volte. Quello che oggi si può ammirare è stato edificato da Monsignor Iannelli nel XVIII secolo.
Sul piazzale della basilica potrete ammirare una colonna corinzia e il faro, collegato al palazzo centrale attraverso una scala a chiocciola.
A Santa Maria di Leuca è possibile visitare le molte ville liberty realizzate nell’800.
La cucina è legata alla gastronomia tipica salentina, gustate la taieddhra un primo piatto composto da patate, zucchine, pomodori, carciofi, cipolla e frutti di mare.
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