Il centro abitato di Seclì è collocato tra le Serre di Cutrofiano e le Serre dei Campi Latini.
La sua origine è avvolta in un alone di mistero, diverse le storie che narrano della sua nascita ma nessuna sembra essere adeguatamente supportata da riferimenti certi.
Il mistero di questa cittadina avvolge anche la storia di suor Chiara. La piccola suora fu presa in ostaggio dai rivoltosi durante le sommosse popolari dettate dalle pesanti tasse imposte dai signori spagnoli, e la utilizzarono per ricattare l'allora Duca Antonio D'Amato, suo fratello, per costringerlo a liberare un rivoltoso che era stato arrestato. La suora fu liberata insieme alla scarcerazione del prigioniero.
Dopo la sua morte si diede il via al processo di beatificazione giustificato dai numerosi miracoli che le venivano attribuiti.
E' qui che la storia si tinge di mistero, una settimana dopo la morte della suora, le sue consorelle si resero conto che non avevano una sua immagine, decisero così di commissionare un ritratto e disseppellirono il corpo. Con grande stupore generale, il cadavere si era mantenuto integro e mobile e il ritrattista potè compiere il suo lavoro.
Quando iniziò il processo di beatificazione si rese necessario disseppellire nuovamente il corpo della suora ma ahimè la bara risultò vuota. Il processo di beatificazione si interruppe. Solo molti anni dopo una suora, sul letto di morte dichiarò che tutte le consorelle, di comune accordo, avevano deciso, dopo che il ritratto fu ultimato, di conservare il corpo della suora in un luogo segreto e intimo segnalato da una lapide che riportava incise le generalità della defunta e la data della sua morte...la sua tomba tuttavia non è ancora stata ritrovata...
Notizie storiche certe sulla città si sono conservate solo a partire dal 1480 circa quando il centro abitato venne occupato dai veneziani. Circa 70 anni dopo la città divenne feudo aragonese.
E' proprio durante la dominazione spagnola che si arricchisce di bellezze architettoniche, viene costruito il convento dei frati minori, il palazzo feudale e si diede il via all'ingrandimento della chiesa madre di Maria delle Grazie.
La vecchia chiesa si colloca sull'asse principale della città di Seclì, al centro della strata che dal Castello conduce al Convento.
La chiesa originale risale all'undicesimo secolo è un importante esempio dell'architettura "catalano-durazzesca" caratterizzata da un rosone frontale costituito da 8 spicchi.
L'interno è un vasto ambiente, con una navata laterale e due altari, uno dei quali dedicato a San Paolo, santo protettore della città.
La chiesa originaria conservava una importante Croce Argentea del 1400 e tre importanti tele: la tela della Madonna con Bambino e Santi, chiamata "del Rosario", dipinta dal Catalano; La tela "del Crocifisso" perchè raffigura il "Cristo in Gloria" dipinta da D'orlando e la tela "delle anime del purgatorio" raffigurante la Madonna con Bambino e le anime purganti. Le tre tele furono staccate dall'interno della chiesa per essere restaurate e furono conservate nella nuova Chiesa di Santa Maria delle Grazie.
La nuova chiesa fu costruita sulle fondamenta della Chiesa dell'Immacolata.
Il Convento di Sant'Antonio da Padova venne edificato alla fine del 1500 e risultava collegato al palazzo ducale da una lussuosa strada lastricata.
Annesso al monastero è tutt'ora visibile il tempio dedicato alla Madonna degli Angeli. Il portico della chiesa presenta una iscrizione che ricorda il nome della chiesa e dei suoi committenti oltre all'anno di costruzione.
Il portico conteneva anche alcuni affreschi raffiguranti i miracoli attribuiti al Santo.
Il convento, verso la metà del 1900 su poi sottoposto ad importanto apere di restaurazione che ne anno cambiato radicalmente la composizione e l'aspetto originario.
Il convento è attualmente costituito da due piani, un chiostro a forma quadrata e il portico.
Il Palazzo Ducale costruito intorno al 1500. L'elemento più caratteristico dell'edificio e la loggia angolare costituita da 2 arcate ogivali, nei pressi degli angoli, una arcata poggia su una cornice sorretta da colonne e un'altra racchiude una cornice a bauletto delimitata sempre da due colonne. Sembra che il palazzo sorga su un fortizio pre-esistente.
Il palazzo venne più volte ampliato e ristrutturato, prima alla fine del '500 e poi a seguito della scossa del 1743.
L'edificio si sviluppa su due piani e presenta un piccolo cortile interno e una piccola cappella. Le stanze del piano superiore presentano importanti affreschi iconografici. La volta è costituita da archetti e da busti raffiguranti imperatori romani, i baroni di Seclì e alcuni stemmi di famiglia.
Attualmente il palazzo è di proprietà del comune che stà operando importanti opere di consolidamento e di restauro, alcune sale risultano gia fruibili.
Il centro storico ospia ogni anno, durante l' esatate salentina, un importante evento gastronomico dedicato alla carne di cavallo, prodotto tipico di queste zone.
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