Nelle adiacenze del paese sono ancora visibili alcune costruzioni megalitiche, tra cui il menhir o pietrafitta di 'San Giovanni Malcantone', alta circa quattro metri, che documentano la presenza umana nel territorio sin dall'età del bronzo. Cessata la dominazione greca del Salento, nel 1219 il re Federico II donò il villaggio all'Arcivescovo d'Otranto, che ne mantenne il possesso sino alla soppressione della feudalità avvenuta nel 1806. Deriva parte del nome dal fatto che Aragonesi e Spagnoli ne confermarono l'appartenenza alla Chiesa Episcopale di Otranto.
Tra i monumenti degni di nota la Chiesa Parrocchiale intestata a Maria SS. Addolorata, la cui costruzione, avviata nel 1775 in stile barocco, fu completata ispirandosi ai canoni del neoclassicismo. L'interno accoglie alcuni altari barocchi, un coro in legno settecentesco che si fregia di pregevoli intagli del Montanari, ed alcune notevoli pitture settecentesche del Nardò e del Tiso. Nei dintorni dell'abitato sorge l'ammirevole cripta di Sant'Elena, con tracce di affreschi risalenti ai secoli XI e XII.
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