Le rappresentazioni sacre della Passione e Morte di Gesù, insieme alle importantissime e molto partecipate processioni del Venerdì Santo, sono il momento culminante della Quaresima salentina. Anch'esse, quindi, sono appuntamenti importanti per la vita sociale e religiosa del Salento in cui si vivono momenti di vita interiore, probabilmente diversi perché più armoniosi e particolari. Ancora una volta Gallipoli, con le sue quattro confraternite e la lunga processione del Venerdì Santo che si conclude alle luci dell'alba del giorno seguente, rappresenta una delle città in cui è più visibile il sentimento popolare.
Ad Alezio, invece, sopravvive ancora una caratteristica tradizione popolare: 'la serenata tu Lazzarenu'. Durante la vigilia della Domenica delle Palme, gruppi di persone, chitarre e fisarmoniche cantano 'Lazzarenu essi qua fore' (Lazzareno esci fuori), serenata che racconta la storia di Gesù; i destinatari di questa serenata dovranno offrire uova fresche ai suonatori, se ciò non accade, i suonatori non vanno via e, addirittura, trasformano il suono in grido e colpi continuati alla porta d'ingresso.
In tutto il Salento è viva ancora un'altra tradizione quaresimale: 'la caremma'. La 'caremma' è in pratica un fantoccio donna vestito di nero, esposto come se fosse uno spaventapasseri all'esterno di ormai poche case e, probabilmente, è esso stesso la rappresentazione folclorica del periodo pre-pasquale.