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L'incredibile varietà di culture e di origini che si sono incrociate sulle terre salentine si ritrovano nella sua cucina.
Usanze antichissime che riportano alla mente umili mestieri come l'agricoltura, la pesca, l'allevamento hanno messo a disposizione vastissime quantità di alimenti che ancora oggi vengono coltivate, prodotte e consumate.
Le ricette popolari hanno le loro radici in queste antiche usanze, e seguono rigorosamente i periodi di festa o di astinenza. Il tempo ci ha tramandato questi saperi e i gusti originali delle preparazioni, perché la nostra tavola si merita prodotti genuini della terra.
I primi della cucina salentina sono essenzialmente a base di carboidrati semplici: pasta e legumi in testa
Le tante paste al profumo di mare inebriano le cucine salentine in ogni stagione dell'anno. Le preparazioni più importanti sono quelle che utilizzano le cozze, una tradizione e produzione plurisecolare che, in queste zone, risale al periodo della magnagrecia.
Tanta predilezione si spiega per la particolare bontà delle cozze di Taranto stuzzicanti soprattutto se mangiate crude.
E poi come dimenticare i legumi. Ingrediente tradizionale della cucina salentina è la cicerchia o tolica, una antica leguminosa coltivata proprio nell'estremo lembo della regione.
Piante dalle forme diverse e dai colori caratteristici si adatta ai terreni poveri, asciutti e pietrosi. La sua importanza è tuttavia secondaria rispetto ad altre leguminose più nutrienti e digeribili.
Gli indimenticabili ceci, una pianta cespugliosa che ben si adatta al clima caldo-arido e quindi al clima dell'Italia meridionale. In passato i ceci di Nardò erano considerati una merce pregiata tanto da essere utilizzata come valuta di scambio.
E come non menzionare i fagioli, nel salento godono di una antica storia e tradizione. Vengono utilizzati principalmente quando sono verdi, il baccello in questa fase si presenta tenerissimo e i semi teneri e piccoli.
E le fave...le fave sono coltivate, cucinate e preparate in questo territorio da tempi memorabili, in mille modi ma sempre in squisite preparazioni. Una particolare tipologia di fava è la cosiddetta ungulara, pregiata per i baccelli teneri e il seme molto grande generalmente consumata cruda con formaggio e pane casereccio.
Consultate tutte le ricette che vi proponiamo per trovare quella che risponde meglio ai vostri gusti.














