Perché un uomo senza cavallo bianco ha la capacità di prenderti e rapirti il cuore in meno di 5 secondi, mentre uno col cavallo e con tanto di pennacchio lo lasciamo sempre andar via?
E’ giusto inseguire qualcosa che di realistico non ha mai nulla, ma che riesce a trasformarsi, ai nostri occhi, in qualcosa che in quel momento sembra perfetto e complementare a noi?
Cosa vogliamo in realtà da un uomo? Gli chiediamo questo, quello e quell’altro e una volta che ce lo porta servito su un piatto d’argento satinato, noi glielo sbattiamo in faccia, gli chiediamo, neanche tanto gentilmente, di tornarsene da dove è venuto perché in questo momento turba il nostro equilibrio emotivo e soprattutto gli diciamo di tornare fra qualche anno perché è lui l’uomo che vorremmo sposare…
Alla fatidica domanda: “Ma tu…in un uomo cosa cerchi?” non sappiamo mai rispondere; l’unica cosa certa nella nostra testa è quello che non vorremmo, quello che un uomo non dovrebbe mai pensare…dire…fare…indossare…comprare…e tutto ciò che qualcuno al mondo di sbagliato può fare!
Una sera decidi di uscire…già controvoglia perché i tacchi che hai appena indossato, ai quali però non rinunceresti mai per nessun motivo, ti stanno già massacrando i piedi…dicevo…decidi di uscire…ti fai bella, anche se bella non ti vedi quasi mai perché lo specchio, quando ci si mette, è più crudele di tua zia che sembra vivere per il gusto di guardare la tua pancetta crescere e cogliere l’attimo (sempre inopportuno!) per dirti “Uhh! Ma cos’è quella roba lì…a 22 anni…sei tutta rilassata…ma dovresti muoverti di più”, per poi iniziare la solita sequela di aneddoti che devono per forza farti sentire in colpa…perché quella è la loro funzione….aneddoti tipo “Io alla tua età non uscivo mica la notte!!!No! Io la mattina mi alzavo presto perché dovevo aiutare mio padre in campagna….dovevo aiutare la mamma con i fratellini…dovevo portare la nonna….è inutile continuare tanto il succo è sempre quello da generazioni….dunque…dicevo….ti fai bella, passi a prendere le tue amiche e ti fiondi nel locale di turno a fare un po’ di posa alternata a qualche salto in pista sotto l’effetto della musica del momento.
Tu balli…balli…balli e ti sbatti sempre di più, perché la musica, almeno su di me, ha un effetto degenerativo, perché inizi a ballare che sembri appena uscita dalla messa e tempo 3 quarti d’ora ti ritrovi sistematicamente a scatenarti su quel tavolino che ormai, poverino, quando ti vede ti saluta cosciente di quello che gli sta per capitare…
Balli…balli…sei in un mondo tuo…ti muovi… sei per i cavoli tuoi che pensi a quello che devi fare domani e ti accorgi improvvisamente di loro…
Ti fissano con aria innocente…si girano…guardano altrove…si rigirano e ti rifissano questa volta con più garbo, ormai coscienti di essere stati smascherati…tu li guardi…li scruti tentando di capire cosa vogliono e poi alla fine ti accorgi di avere fissato per troppo tempo e…fai finta di niente…balli…fingi di essere interessata al colore del vestito di quella tipa laggiù…però ci ritorni…osservi per assicurarti che loro non abbiano cambiato preda…e come una danza scandita a tempo di musica tribale, i suoi…i miei….i suoi…i miei…i suoi…ancora i suoi…i miei…insieme si toccano come fossero mani che si salutano per la prima volta…si presentano…giocano a chi è più bravo a fare il finto tonto…e infine si avvicinano…
Poi agli occhi si aggiunge una voce…sempre diversa…sempre una scoperta…calda…bassa…grave…troppo acuta…troppo lenta…spesso troppo…quasi mai quella che volevi…quella che ti scioglie il fiato in gola…ma quando capita…è la fine…è un gioco a chi tira fuori meno carte in tavola…a chi riesce ad uscire meno allo scoperto…perché ormai tutti hanno capito che a fare il tenebroso c’è solo da guadagnarci.
E’ tu inizi tutto da capo…illusioni…inizi la stessa tiritera.
Ci parli…sorridi…ammicchi…in modo delicato quanto basta da non dare l’idea di una cattiva ragazza, ma vivace e sbarazzino quanto serve ad assicurarti che, almeno per quella sera, lui non guardi altrove.
Almeno per quella sera…perché illusioni non ce n’è da farsene ormai…siamo grandi anche se vaccinati per questo genere di sofferenze non lo siamo mai…ogni volta ci sembra di non aver vissuto prima di lui e ogni volta ci sembra di morire quando nei suoi occhi leggiamo altro…altri occhi…altre gambe sgambettanti…un altro sorriso colto chissà dove.
E tu stai lì…a chiederti questa volta dove avrai sbagliato…cosa non dovevi fare…cosa non dovevi dire….perchè a te…perché così…perché quel giorno…perché non prima…perché non dopo…come avessero fatto i suoi occhi a fingere bene fino a quel momento…ingannare te…te…così brava…così esperta ormai a fregare quei tipi lì…te così gagliarda…te che ti senti imbattibile…te che pensi “questa volta non mi faccio fregare…questa volta lo frego io…lo metto in ginocchio…il coltello dalla parte del manico lo terrò io”…io…io…io talmente tanto concentrata su di te e sull’ennesima tattica da seguire che non ti accorgi nemmeno di quello che hai davanti.
Alla fine è sempre così…inizi che sai tutto te…ormai hai capito tutto…e finisci che ti ritrovi attaccata a quel maledetto telefono che quando deve suonare…non lo fa mai!
Se ne va in ferie il tuo telefono bastardo…nemmeno a pregarlo farebbe “Drrriiiin” in quel momento…è privo di vita…come il tuo cuore che sa già cosa sta accadendo…
E’ una strana sensazione…
Un po’ nuova…un po’ fresca…un po’ triste.
Una terrificante inquietudine ti assale in pochi secondi…un’ansia irrefrenabile.
Tu già ti perderesti in quegli occhi per niente pacati…
Occhi condottieri…
Occhi vissuti…
Occhi che sai già non avresti mai voluto incontrare.
Non sei pronta, ti senti vuota e troppo leggera per sopportare un’altra delusione così cruda.
Vuoi resistere, non puoi denudarti di nuovo, lo sai… non avresti la forza o la voglia di rivestirti stavolta…
Non ce la fai e ti senti sconfitta da lui che ti guarda con quell’aria impregnata di falsa innocenza.
You can’t fly…o forse you won’t fly.
Però, come dice una canzone
Com’è straordinaria la vita…com’è…
Con i suoi sorrisi…inganni…segreti.
Ti viene da vivere…
Ti viene da piangere…
Ti viene da prendere un treno…andare a fanculo e lasciare tutto com’è.
Che qui non è facile…
Ti senti fragile…
Qui dove tutto quello che conta
E’ quello che senti…
E’ sentire com’è.
Un giorno ti senti come in un sogno
E poi ti ritrovi all’inferno.
Com’è straordinaria la vita
Che non si ferma mai.
Mi viene da crederci ancora
Provare a lottare
E dare il meglio di me.
…e ti rituffi…ci riprovi sperando che questa volta sia la volta buona…che questa volta il destino ti dia una mano…che questa volta lui sia più buono…almeno con te…
E t’illudi!
Ecco fatto! E’ troppo tardi…prima che il tuo cervello se ne capaciti, una sera ti ritrovi a parlare da sola…ti rassicuri…cerchi di convincerti che in te non ci sia nulla di sbagliato…che prima o poi quello giusto arriverà…innanzitutto ti convinci che quello giusto almeno è stato progettato da qualche parte nel mondo…se non costruito…almeno progettato un prototipo cavolo!
E a quel punto il copione ormai lo conosci bene…ti sembrava tutto così perfetto…troppo…e quando c’è il troppo di mezzo, c’è sempre qualcosa che non va!
Ogni volta il lui di turno sembra fare a gara con quelli ormai rodati per vedere chi vince a comportarsi peggio…
Lottano loro…si inseguono…si picchiano all’interno del tuo cuore…e alla fine…”e il vincitore di quest’anno del premio “Bastardo dell’anno” spetta a…”…non importa sapere chi è…uno vale l’altro…sono così uguali che ormai quasi non ti fa più male.
Si è vero…una cosa bisogna ammetterla eh! Ognuno supera l’altro in qualcosa…è imbattibile in una capacità…secondo me alcuni nascono predisposti a diventare bastardi…perché uno ci nasce…questo è sicuro…se non lo sei, non ci diventi nemmeno a seguire dei corsi che secondo me ormai proliferano nel mondo…
L’ultimo, ad esempio, è stato imbattibile in velocità…di fianco a lui, il recordman del mondo nei 100 metri piani sarebbe come un bradipo, di certo non noto per la sua velocità di movimenti, che sale su un albero! Prima mille parole…mille emozioni…poi all’improvviso…il vuoto e la scoperta che non c’eri solo tu…accanto a lui, insieme a te ce n’erano altre…chissà quante che come te s’illudevano di essere le sole…
Poi, come non ricordare l’insicuro cronico che era riuscito a convincermi di essere la sua unica certezza, fino a quando un bel giorno non mi liquidò dicendo: “Sei troppo per me…mi rendi troppo insicuro…in confronto a te mi sento una nullità…ho bisogno di qualcuno alla mia altezza…”
Poi un bel giorno capì che il suo ideale di altezza era reale e aveva anche un nome…abbastanza orribile per giunta!
Ah…poi c’era il poppante…il ragazzo piccolo e innocente che ti piaceva per la sua aria tenera…da cucciolo indifeso…indifeso…si…che nel giro di pochi giorni si è trasformato da bambino in braccio mentre prende il biberon a uomo indipendente che non sa se vuole legami…
Poi c’era il bello e impossibile…quello che non manca mai nella vita di una donna…quello che magari all’inizio noti per l’aspetto ma che mantieni distante per quell’aria da playboy…quello che già sai come finirà…quello che ti imponi di non richiamare e che poi ti ritrovi dopo 2 ore seduto al tavolo con te.
Come non ricordare poi il caso più clamoroso…quello di lui che ti è venuto dietro per anni e che poi quando finalmente ti decidi tu ad accogliere le sue avanches, a lui…gli son scaricate le pile…e ti dice che l’ha capito solo ora ma che è meglio in realtà restare solo amici…
Per non parlare di quelli che si presentano e subito ti propongono di far visita alla loro collezione di farfalle…quelli che non vale la pena nemmeno di perder tempo a menzionare…considerando il tempo che non hanno perso con te!
Ogni volta dico basta…e ogni volta mi ritrovo delusa…svuotata…col rimpianto di aver di nuovo impegnato me stessa in qualcosa che non meritava…
Ora mi sento solo disillusa…e a 20 anni essere già disillusa dell’amore non è il massimo della vita!
Ora a tutti quelli che credono che io sia acida e che non sia in grado di tenermi un uomo…a tutti quelli che mi chiedono “Beh…novità???” con quell’aria di misericordia e pietà come fossi menomata…a tutti questi vorrei dire che prima di blaterare su cose che non conoscono, dovrebbero chiedersi perché io oggi sia così…perché bastardi si nasce…ma di certo zitelle…lo si diventa!
E come disse Jessica Rabbit: “Io non sono acida…sono gli altri che mi disegnano così!”
E ora…silenzio……
shhhh……....non svegliatemi più!!!
La zitella: Palettina