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Artigianato e antichi mestieri

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Artigianato e antichi mestieri

ARTIGIANATO E ANTICHI MESTIERI


Nel Salento l'artigianato rappresenta una delle espressioni culturali più importanti della civiltà multietnica salentina. Le botteghe sono piene di artisti dalle capacità più diverse: cartapestai, intagliatori e intarsiatori, giocattolai, ceramisti, tessitori e ricamatrici, canestrai, e lavoratori del ferro, del rame e della pietra leccese.

Ogni artigiano, attraverso la lavorazione paziente e geniale del proprio materiale testimoniano un po' della civiltà di questi luoghi.

Tutti i manufatti e le lavorazioni sono orgogliosamente esposte nelle bottegucce o si possono ammirare durante le esposizioni estive.

Le materie prime, povere e caratteristiche di queste zone, vengono abilmente lavorate dagli artisti salentini, le cui mani e il cui ingegno ci restituiscono opere uniche e sempre diverse.

L'artigianato salentino riporta alla mente l'arte popolare, gli usi e i costumi delle tradizioni antiche, tradizioni rimaste salde nel tempo a dispetto dei mutamenti socio-culturali e politici che si sono succeduti negli anni.

Le stesse innovazioni tecniche sono state impiegate con limitazione per preservare le tecniche di lavorazione più antiche, tramandate da padre in figlio.

Oggi la realtà artigiana vive un momento di ripresa economica che procede parallelamente all'incremento del turismo.

La cartapesta è una delle lavorazioni più conosciute e rinomate. Le prime produzioni risalgono all'età Rinascimentale ma raggiungono il massimo splendore nel periodo barocco.

Le opere maggiori sono relative alle produzioni artistiche religiose: statue di legno rivestite di cartapesta o interamente in cartapesta sono esposte e arricchiscono, ancora oggi, nicchie e altari di molte chiese barocche del salento.

La lavorazione è quella delle origini: si prepara la sagoma con del fil di ferro e della paglia, i piedi, le mani e il viso sono, il più delle volte di terracotta, e si procede con il ricoprire il tutto con carta intrisa di una colla composta da acqua e farina. La lavorazione viene lasciata poi asciugare naturalmente in particolari forni, a questo punto il manufatto viene "stirato" e avviato alla decorazione e alla pittura.

Le terracotte sono una tipica lavorazione salentina risalente alla preistoria. In genere si costituisce di una produzione di utensili di uso quotidiano: stoviglie, utensili, giocattoli e tanto altro ancora. Ance in questo caso tutti i manufatti venivano finemente decorati con vivaci colorazioni. Ancora oggi l'artigiano prende della creta purissima, depurata da qualsiasi corpo estraneo, e la inumidisce con dell'acqua, preleva una quantità di impasto sufficiente alla realizzazione della sua opera, la modella con l'aiuto del tornio e la lascia asciugare al sole.

A questo punto il manufatto può essere cotto al forno per poi essere decorato con smalti di vari colori.

La produzione di questi oggetti è più viva nei centri di San Pietro in Lama, Galatina, Lequile, Ruffano e Lucugnano, dove potrete trovare le caratteristiche "pignate", utilizzate per la cottura sul fuoco a legna, i fischietti e i "pupi" del presepe.

Il Salento è inoltre una delle zone più rinomate per la lavorazione del ferro. I maestri artigiani lavorano questo povero elemento naturale a caldo sfruttando la duttilità che le alte temperature regalano al metallo. Il ferro prende forma tra le mani degli artisti del ferro che realizzano lampadari, candelieri, testate di letti, e grate dalle forme sinuose ed eleganti.

Gli attrezzi da lavoro sono antichissimi: il martello e la forgia.

Anche la lavorazione del rame è molto rinomata, nata come esigenza-necessità più economica in cucina oggi rappresenta un settore artigianale di grande qualità artistica.

Il rame è un metallo molto leggero e quindi adatto alla realizzazione di padelle, anfore, brocche i cui contenuti sono spesso molto pesanti.

La caratteristica principale della lavorazione del rame è data dalla "martellata", la superficie dell'oggetto realizzato non è omogenea ma composta da tante piccole facce dell'ampiezze della bocca del martello. Le decorazioni sono sempre sobrie.

Una lavorazione a se stante è quella costituita dal rame smaltato.

La lavorazione della pietra leccese risale all'800 ma la tradizione popolare sembra attribuirle radici ancora più antiche. La lavorazione di questa pietra calcarea, presente in abbondanza nel territorio salentino e leccese in particolare, si è in parte modernizzata con l'impiego di macchinari ma molti artigiani, quelli più vecchi e tradizionalisti preferiscono, ancora oggi lavorare con lo scalpellino.

Esempio eccelso della lavorazione barocca della pietra leccese è la Chiesa di "Santa Croce" proprio a Lecce.

Altra lavorazione tipica della zona salentina è costituita dagli intrecci di giunco in particolare quello di vimini. Queste lavorazioni esistono da tempi antichi e resistono alle lavorazioni industriali. Il giunco viene intrecciato per realizzare cesti e panieri.  

In quasi tutte le case salentine abita una ricamatrice specializzata in lavori all'uncinetto, al tombolo o con il chiacchierino, o anche in ricami ad ago. La tradizione popolare vuole infatti, che le ragazze, pronte per andare in sposa, dovevano portare come dote, al futuro marito, una corredo fatto di lenzuoli, asciugamani, tovaglie e intimo da notte finemente ricamato.

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